1news

1scuola

master

lingue

 

La Bacheca di don Gelsomino Manfredi

Carissimi Docenti IRC, sono a informarVi che sono stati programmati sette incontri

Leggi Tutto

BIBLIOTECA ARCIVESCOVILE “Card. Carlo Confalonieri”

connessa all’I.S.S.R. di L’Aquila

La biblioteca ecclesiastica Cardinale Carlo Confalonieri di L’Aquila è una raccolta ordinata di documenti manoscritti, stampati e monografie. Essa nasce in data 1 gennaio 2005 con delibera del Presidente Moderatore dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Fides et Ratio”di L’Aquila, Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Giuseppe Molinari, Arcivescovo Metropolita di L’Aquila e si sviluppa con la fusione del fondo antico della biblioteca diocesana e del fondo moderno e contemporaneo dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose di L’Aquila, divenendone parte integrante attraverso la connessione approvata dalla Congregazione per l’Educazione Cattolica, con Decreto di Erezione Accademica dell’Istituto avvenuta in data 28 giugno 2008, Prot. N.191/83/30.

La biblioteca, in quanto bene culturale, è accessibile anche agli studiosi esterni, secondo le disposizioni emanate dalla competente autorità ecclesiastica.

La biblioteca, di conservazione e di aggiornamento, si riserva di avere settori circoscritti di specializzazione.

Più di 150 mila documenti a stampa, 60 riviste correnti, banche dati, e-books, sussidi on line: questo il patrimonio di risorse della Biblioteca, oltre a 15.000 edizioni antiche. Circa 20.000 volumi disponibili alla consultazione a presa diretta nella sala di lettura: generalità, filosofia e storia, storia dell’arte, religione, diritto canonico, diritto e scienze sociali.

L’accesso è libero per docenti e studenti iscritti al nostro Istituto e per gli studenti dell’Università degli studi dell’Aquila; per gli esterni è consentito dietro rilascio di una tessera a pagamento.

La Biblioteca, ricca di storia e di fondi prestigiosi, inaugurata nella sua moderna struttura da Sua Eccellenza Rev.ma Mons. Giuseppe Molinari il 21 giugno 2013, è il risultato della fusione di molti ‘Fondi’ e di donazioni di privati. 

La Biblioteca ‘Card. Carlo Confalonieri’ offre una serie di servizi tesi a migliorare la fruibilità dei propri cataloghi, con un ampio numero di posti. Ogni singolo spazio è attrezzato anche con prese di corrente per dar modo di usufruire facilmente del proprio portatile per agevolare lo studio e la ricerca. Offre anche la possibilità di poter richiedere i volumi in deposito e di poter fare delle riproduzioni.

La biblioteca è aperta, secondo il calendario dell’Università, dal lunedì al venerdì dalle ore 15,00 alle ore 19,00.

L’ingresso nella Sala di lettura “Papa Francesco” è consentito agli studenti della Pontificia Università Lateranense tramite la propria tessera e agli studenti esterni tramite tessera rilasciata dietro apposita richiesta da presentarsi presso il banco di accoglienza della Sala lettura.

 

E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Direttore                               

EPICOCO Luigi Maria

 

Addetti alla Biblioteca

Natale Tiziana 

Petricone Giuliana

Statuto

 

ISTITUTO SUPERIORE DI SCIENZE RELIGIOSE

FIDES ET RATIO DI L’AQUILA

COLLEGATO ALLA FACOLTA’ DI SACRA TEOLOGIA

DELLA PONTIFICIA UNIVERSITA’ LATERANENSE

 

STATUTO

approvato ‘ad quinquennium experimenti gratia’

dalla Congregazione dell’Educazione Cattolica

in data 8 luglio 2017


 

TITOLO I

Natura e finalità dell’Istituto

 

Art. 1L’Istituto Superiore di Scienze Religiose (ISSR) dell’Aquila «Fides et Ratio» (eretto accademicamente dalla Congregazione per l’Educazione Cattolica) è una Istituzione accademica ecclesiastica prevista dal Codice di Diritto Canonico (can. 821) e dal Codice dei Canoni delle Chiese Orientali (can. 404 2). L’ISSR è retto dall’Istruzione sugli Istituti Superiori di Scienze Religiose della CEC del 28 giugno 2008, dalla Nota di ricezione dell’Istruzione della CEI, dalla Nota applicativa concernente i docenti stabili degli ISSR della CEI del 29 luglio 2014, dal presente Statuto.

Art. 2 – L’ISSR dell’Aquila ha come scopo la formazione dei fedeli – laici, religiose e religiosi non sacerdoti – in ordine all’arricchimento della propria vita cristiana, alla capacità di dare ragione della propria fede, all’esercizio dell’apostolato loro proprio e, in particolare, alla loro partecipazione all’evangelizzazione. Allo stesso tempo, esso prepara figure professionali inserite nelle dinamiche culturali e operative della società contemporanea, per poter collaborare con i ministri sacri nella loro specifica missione.

Art. 3- L’ISSR dell’Aquila, per il conseguimento delle finalità di cui all’art. 2 del presente Statuto, propone - sia nel corso triennale di studi filosofici e teologici, al temine del quale si consegue il Baccalaureato (Laurea) in Scienze Religiose, sia nel  corso quinquennale dei medesimi studi, al termine del quale si consegue il grado accademico di Licenza (Laurea magistrale) in Scienze Religiose, sia, infine, nelle altre attività culturali che affiancano l’attività accademica – la trattazione sistematica, con metodo scientifico proprio, della dottrina cattolica, attinta alla Rivelazione interpretata autenticamente dal Magistero vivo della Chiesa. Promuove, inoltre, la ricerca delle risposte agli interrogativi umani, in prospettiva teologica e con l’aiuto delle scienze filosofiche, delle scienze umane e degli altri ambiti disciplinari che si occupano di studi religiosi. 

Art.  4 - La Facoltà di S. Teologia della Pontificia Università Lateranense (d’ora in poi indicata nel presente Statuto con la sigla PUL), alla quale l’ISSR dell’Aquila è collegato, esprime il proprio parere sullo Statuto e sul Regolamento dell’Istituto, esprime il proprio giudizio circa l’idoneità dei docenti in occasione della loro cooptazione e della loro promozione, approva i piani di studio, conferisce il grado accademico di Licenza (Laurea magistrale) in Scienze Religiose agli studenti dell’Istituto medesimo, al termine del curriculum quinquennale di studi; conferisce, altresì, il Baccalaureato (Laurea) in Scienze Religiose agli studenti del corso triennale, al termine dei loro studi.

 

 

TITOLO II

Governo dell’Istituto

Art. 5 - L’ISSR aquilano è governato da autorità comuni con la Facoltà di S. Teologia della PUL  cui  è collegato, e autorità  proprie dell’Istituto:

-          autorità comuni sono: il Gran Cancelliere, il Decano della Facoltà di Teologia e il Consiglio della Facoltà stessa;

-          autorità proprie dell’Istituto sono: il Moderatore, il Direttore (che nell’ISSR dell’Aquila assume la denominazione di Preside, e così verrà indicato di seguito nel presente Statuto) e il Consiglio d’Istituto.

L’ISSR è posto sotto la direzione e responsabilità diretta dell’Ordinario dell’Aquila, al quale spetta la funzione di Moderatore.

Art. 6 - Compiti del Gran Cancelliere:

  1. chiedere alla Congregazione per l'Educazione Cattolica l'erezione canonica di ciascun ISSR, dopo aver ottenuto il parere positivo della Conferenza Episcopale Italiana;
  2. presentare alla Congregazione per l'Educazione Cattolica il piano di studi e il testo dello Statuto dell'ISSR per la debita approvazione;
  3. informare la Congregazione per l'Educazione Cattolica circa le questioni più importanti ed inviare alla medesima, ogni cinque anni, una relazione particolareggiata riguardante la vita e l'attività dell'ISSR;
  4. nominare il Preside, scelto tra una terna di docenti stabili designati dal Consiglio d'Istituto, acquisito il parere favorevole del Consiglio della Facoltà di S. Teologia della P.U.L. e con il nulla osta del Moderatore.
  5. convocare e presiedere il Consiglio di Facoltà e il Collegio dei docenti della Facoltà per questioni riguardanti l'ISSR ‘Fides et Ratio’ di L’Aquila;
  6. regolare, congiuntamente al Preside dell’ISSR di L’Aquila, le questioni comuni;
c) presiedere, personalmente o tramite un suo Delegato, le sessioni per gli esami di grado;
  7. presentare al Consiglio di Facoltà, ogni cinque anni, la relazione sulla vita e l'attività dell'ISSR di L’Aquila, preparata dal Preside, per l'approvazione e inoltrarla al Gran Cancelliere, che la trasmetterà alla Congregazione per l'Educazione Cattolica;
  8. firmare i diplomi dei gradi accademici dell'ISSR.
    1. esaminare ed approvare, in via preliminare, i piani di studio, lo Statuto ed il Regolamento dell'ISSR di L’Aquila;
    2. esprimere il proprio parere circa l'idoneità dei docenti dell'ISSR in vista della loro cooptazione e della loro promozione a stabili;
    3. esaminare ed approvare le informazioni che il Decano deve annualmente fornire sull'andamento dell'ISSR di L’Aquila;
    4. verificare la consistenza e la funzionalità delle strutture e dei sussidi dell'ISSR di L’Aquila, in particolare della biblioteca;
    5. approvare la relazione quinquennale sulla vita e l'attività dell'ISSR preparata dal Preside dell’ISSR; f) dare il benestare per la nomina del Preside dell'ISSR;
    6. proporre al Gran Cancelliere che venga chiesta alla Congregazione per l'Educazione Cattolica la sospensione dell'ISSR qualora esso risultasse inadempiente.
    7. assicurare l’integrale custodia della dottrina cattolica nonché la sua fedele trasmissione;
    8. nominare i docenti stabili – acquisito il parere favorevole della Facoltà di S. Teologia della P.U.L. – e gli altri docenti  dell’ISSR, concedendo la missio canonica a coloro che insegnano discipline concernenti la fede e la morale, dopo aver emesso la professione di fede, nonché la venia docendi a coloro che insegnano altre discipline;
    9. revocare, per giusta causa, la missio canonica o la venia docendi rispettivamenteai docenti di discipline concernenti la fede e la morale o di altre discipline;
    10. dare il nulla osta per la nomina del Preside, scelto fra una terna di Docenti stabili designati dal Consiglio d’Istituto;
    11. significare alla Facoltà di S. Teologia della PUL le maggiori difficoltà di cui venisse a conoscenza, invitando la medesima Facoltà a prendere adeguate misure;
    12. vigilare sull’andamento dottrinale e disciplinare dell’Istituto, riferendone al Gran Cancelliere;
    13. nominare, ad annum, tra i Docenti Stabili dell’ISSR dell’Aquila, il Vice Preside;
    14. nominare l’Economo e il Segretario, sentito eventualmente il Preside dell’ISSR;
    15. approvare i bilanci consuntivi e preventivi e gli atti di straordinaria amministrazione dell’ISSR;
    16. firmare i diplomi dei gradi accademici dell’ISSR, unitamente al Decano della Facoltà di S. Teologia della PUL e al Preside dell’Istituto.
    17. la legale rappresentanza dell’Istituto, rappresentare l’Istituto davanti al Moderatore, alle autorità accademiche della Facoltà di S. Teologia della PUL e alle autorità civili;
    18. fornire annualmente al Decano della Facoltà di S. Teologia della PUL le informazioni sulla vita dell’Istituto, da presentare al Consiglio di Facoltà;
    19. dirigere l’Istituto, promuoverne e coordinarne le attività soprattutto nel settore disciplinare, dottrinale ed economico;
    20. convocare e presiedere le sessioni del Consiglio d’Istituto;
    21. presenziare alle assemblee degli studenti, di persona o per delega;
    22. redigere la relazione quinquennale sulla vita e l’attività dell’ISSR;
    23. firmare i diplomi dei gradi accademici dell’ISSR, unitamente al Decano della Facoltà di S. Teologia della PUL e al Moderatore;
    24. esaminare le richieste e i ricorsi dei docenti e degli studenti, sottoponendo i casi più difficili, non risolti dal Consiglio d’Istituto, al giudizio della Facoltà di S.Teologia della PUL;
    25. nominare il Direttore Responsabile della Rivista dell’Istituto ‘FedeLmente’, tra i docenti stabili, dopo avere sentito il parere del Consiglio di Istituto.
    26. stabilire il piano di studi e preparare il testo dello Statuto e del Regolamento dell’ISSR, da sottoporre all’approvazione del Consiglio della Facoltà di S. Teologia della PUL;
    27. stabilire le discipline, approvare i programmi dei corsi e dei seminari proposti dai Docenti e il calendario scolastico preparato dal Segretario;
    28. designare la terna di docenti stabili nell’ambito della quale il Gran Cancelliere nominerà il Preside;
    29. proporre al Moderatore le nomine dei docenti;
    30. approvare la relazione quinquennale sulla vita e sull’attività dell’ISSR preparata dal Preside;
    31. verificare la consistenza e funzionalità delle strutture e dei sussidi dell’Istituto, specialmente della biblioteca;
    32. indirizzare e sostenere l’Istituto circa eventuali iniziative di collaborazione con altre realtà accademiche;
    33. risolvere le questioni ad esso demandate dal Preside o da altre Autorità accademiche;
    34. costituire commissioni per questioni speciali;
    35. approvare i bilanci consuntivo e preventivo, predisposti dal Consiglio Economico;
    36. promuovere incontri periodici con altre realtà accademiche su temi di comune interesse al fine di stimolare la qualità degli studi;
    37. deliberare sulle più gravi sanzioni disciplinari da comminare agli studenti.
    38. L’ISSR deve avere almeno un docente stabile per ognuna delle area disciplinari: Sacra Scrittura, Teologia dogmatica, Teologia morale-pastorale, Filosofia, Scienze Umane.
    39. I docenti stabili devono essere in possesso del congruo Dottorato. Devono, inoltre, distinguersi per ricchezza di dottrina, per testimonianza di vita, per senso di responsabilità ecclesiale ed accademica; dimostrare di possedere capacità d’insegnamento ed essersi dimostrati idonei alla ricerca con documenti probanti, in particolare con la pubblicazione di ricerche e studi.
    40. I docenti stabili presso l’ISSR dell’Aquila non possono contemporaneamente essere stabili in altre Istituzioni accademiche ecclesiastiche o civili. L’incarico di docente stabile è, inoltre, incompatibile con altri ministeri o attività che ne rendano impossibile l’adeguato svolgimento in rapporto sia alla didattica sia alla ricerca.
    41. I docenti non stabili, comunque nominati per le discipline ecclesiastiche, devono avere almeno la Licenza canonica in una disciplina ecclesiastica o un titolo equipollente, e aver dato prova di possedere buone attitudini all’insegnamento e alla ricerca scientifica.
    42. I docenti non stabili, incaricati per l’insegnamento delle discipline non ecclesiastiche, devono essere in possesso di un titolo di studio di secondo ciclo degli studi universitari e aver dato prova di possedere buone attitudini all’insegnamento e alla ricerca di scientifica.
    43. I docenti, al termine dell’anno accademico nel quale hanno compiuto il settantesimo anno di età, cessano dall’ufficio.
    44. Ai docenti ordinari, che cessano dall’insegnamento, è conferito il titolo di docenti emeriti; gli altri docenti, che abbiano insegnato almeno dieci anni, possono essere annoverati tra gli emeriti dal Consiglio d’Istituto.
    45. I docenti emeriti e i docenti già incaricati possono essere invitati per l’insegnamento di singoli corsi fino al compimento del settantacinquesimo anno di età.
    46. Gli ordinari sono coloro che, in possesso di una laurea o di un diploma di scuola secondaria superiore che dia accesso all’Università, frequentano il corso quinquennale per conseguire il grado accademico di Licenza (Laurea magistrale) in Scienze Religiose o il corso triennale per conseguire il Baccalaureato (Laurea) in Scienze Religiose. Per essere ammesso come studente ordinario al secondo ciclo che conduce alla Licenza in Scienze Religiose, è necessario essere in possesso del Baccalaureato in Scienze Religiose.
    47. Gli straordinari sono coloro che, privi del suddetto titolo di ammissione all’Università, ma dimostrando di possedere una sufficiente preparazione culturale, desiderano compiere tutti gli studi previsti dal corso triennale o dal corso quinquennale, ad esclusione dell’esame finale di grado. Al termine degli studi e degli esami, compiuti con esito positivo, sarà loro rilasciato un attestato. Il curriculum degli studenti straordinari può essere valutato ai fini del passaggio a studenti ordinari solo qualora, in itinere, lo studente conseguisse il titolo di studio prescritto per l’ammissione all’Università.
    48. Gli uditori sono coloro che, non volendo conseguire gradi accademici, desiderano frequentare qualche corso, in vista del rilascio del relativo attestato di frequenza.
    49. Gli ospiti sono coloro che, non volendo conseguire gradi accademici, si iscrivono solo per frequentare qualche corso e sostenere il relativo esame, per un eventuale riconoscimento in un altro Istituto.
      1. frequentato il primo ciclo di studi ed aver superato gli esami relativi alle singole discipline;
      2. acquisito la conoscenza di una lingua straniera moderna, oltre la propria, al fine di poter comprendere testi prodotti in quella lingua;
      3. composto e discusso pubblicamente un elaborato scritto, che mostri la capacità d’impostazione dell’argomento scelto, e sostenuto l’esame sintetico su apposito tesario, davanti ad una commissione composta da non meno di tre docenti.
      4. frequentato il primo e il secondo ciclo di studi e superato gli esami relativi alle singole discipline;
      5. acquisito la conoscenza di due lingue straniere moderne, oltre la propria;
      6. composto e discusso pubblicamente (davanti ad una Commissione di almeno tre docenti) una tesi scritta, in cui sia mostrata la competenza maturata nel campo di specializzazione prescelto.

Art. 7 - Compiti del Decano della Facoltà di S. Teologia della Pontificia Università Lateranense:

Art. 8 – Compiti del Consiglio della Facoltà di S. Teologia della P.U.L:

Art. 9 - Compiti del Moderatore:

Art. 10 - Il Preside, nominato dal Gran Cancelliere della PUL tra i Docenti stabili dell’Istituto, acquisito il parere favorevole del Consiglio della Facoltà di S. Teologia e con il nulla osta del Moderatore, rimane in carica cinque anni e può essere confermato nel suo ufficio una sola volta consecutivamente. A lui compete:

Art. 11 – Il Vice Preside, nominato dal Moderatore tra i docenti stabili dell’ISSR dell’Aquila, ha funzioni di cooperazione vicaria riguardo ai diversi indirizzi e corsi attivati nell’ambito dell’Istituto. Il Vice Preside sostituisce il Preside quando egli è assente o impedito; collabora direttamente con lui nella conduzione dell’Istituto, con particolare riferimento all’attività ordinaria.

Art. 12 -Il Consiglio di Istituto è composto dal Preside, dal Vice Preside (se nominato), da tutti i docenti stabili e da due rappresentanti dei non stabili, eletti dai loro colleghi, dal Decano della Facoltà di S. Teologia della PUL o da un suo Delegato, da un Delegato del Moderatore, da due studenti ordinari eletti dall’assemblea degli studenti e dal Segretario con compiti di attuario. Tutti sono membri di diritto. I rappresentanti dei docenti vengono designati ad annum e non possono ricevere più di due mandati consecutivi. I rappresentanti degli studenti sono eletti all’inizio dell’anno accademico. Il Consiglio di Istituto è convocato dal Preside almeno due volte all’anno e, in via straordinaria, su richiesta della maggioranza del Consiglio stesso; esso assume le sue decisioni con la maggioranza dei membri di diritto  e, circa le questioni personali, con la maggioranza dei due terzi di essi. Se vengono trattate questioni riguardanti il corpo docente, i rappresentanti degli studenti non partecipano alla discussione e alla relativa votazione.

Art. 13 - Il Consiglio d’Istituto ha il compito di:

Art. 14- Il Segretario Generale viene nominato dal Moderatore per un quinquennio, sentito il parere del Preside e può essere confermato; redige e firma i verbali, che conserva dopo averli sottoposti alla firma del Moderatore e del Preside, a seconda dei casi; custodisce gli atti della Segreteria degli studenti; controfirma i documenti relativi alla Segreteria; cura l’iscrizione degli studenti e ne tiene aggiornati i fascicoli; organizza tutte le operazioni di competenza della Segreteria.

TITOLO III

Docenti

 

Art. 15– In riferimento ai docenti dell’ISSR, si applicano le condizioni stabilite dalla Costituzione Apostolica Sapientia Christiana e dalle annesse Ordinationes, dall’Istruzione sugli Istituti Superiori di Scienze Religiose della CEC del 28 giugno 2008, dalla Nota di ricezione dell’Istruzione della CEI, dalla Nota applicativa concernente i docenti stabili degli ISSR della CEI del 29 luglio 2014. I docenti dell’ISSR si distinguono in stabili, che possono essere ordinari o straordinari, e non stabili, che possono essere incaricati o invitati o assistenti:

Art. 16– Tutti i docenti dell’ISSR dell’Aquila devono, comunque, distinguersi per onestà di vita, integrità di dottrina, senso di responsabilità ecclesiale ed accademica. Il loro insegnamento dovrà essere improntato all’adesione alla divina Rivelazione, alla fedeltà al Magistero della Chiesa e al rispetto della verità scientifica. I docenti stabili, che insegnano discipline concernenti la fede e la morale cattolica, devono ricevere la missio canonica dal Moderatore dell’Istituto, dopo aver emesso la professione di fede. Gli altri docenti stabili ricevono la venia docendi dal Moderatore dell’Istituto. La sospensione o la cessazione dall’ufficio di docenza può essere attivata da parte del Moderatore, previo esame del caso tra il Direttore e il Docente stesso, qualora il Docente abbia insegnato in difformità al Magistero della Chiesa o si sia mostrato non più idoneo all’insegnamento, fatto sempre salvo il diritto di difesa e osservato quanto prescritto dall’art. 22 delle Ordinationes della Costituzione Sapientia Christiana, dall’Istruzione sugli Istituti Superiori di Scienze Religiose della CEC del 28 giugno 2008, dalla Nota di ricezione dell’Istruzione della CEI, dalla Nota applicativa concernente i docenti stabili degli ISSR della CEI del 29 luglio 2014".

Art. 17– I docenti ordinari sono professori, assunti a titolo definitivo e a tempo pieno, che si occupano della ricerca scientifica, attendono all’insegnamento e all’assistenza degli studenti, partecipano attivamente alla vita accademica e in particolare agli organismi collegiali.

Art. 18– I docenti straordinari sono professori assunti a tempo pieno. I requisiti per essere nominato docente straordinario sono, oltre quelli prescritti per i docenti stabili, in generale, e per gli ordinari, in particolare: aver dimostrato attitudine all’insegnamento universitario mediante un tirocinio di almeno tre anni; avere il consenso scritto del proprio Ordinario. Il Moderatore, acquisito il parere favorevole della Facoltà di S. Teologia della PUL, nomina i docenti stabili straordinari, concedendo la missio canonica a coloro che insegnano discipline concernenti la fede e la morale, dopo che abbiano emesso la professione di fede, nonché la venia docendi a coloro che insegnano altre discipline.

Art. 19 - I docenti non stabili devono essere in possesso almeno della Licenza canonica o di un titolo equipollente (laurea specialistica); devono essere capaci d’indagine scientifica ed avere buone attitudini all’insegnamento. I docenti non stabili sono nominati dal Moderatore, su proposta del Preside, sentito il parere del Consiglio d’Istituto e a seguito del nulla osta della Facoltà di S. Teologia della PUL.

 

 

TITOLO IV

Studenti

 

Art. 20- Gli studenti dell’Istituto si distinguono in Ordinari, Straordinari, Uditori e Ospiti

Art. 21– Per essere ammesso agli esami lo studente deve aver seguito le lezioni con una frequenza non inferiore ai due terzi delle ore delle singole discipline presso l’Istituto.

Art. 22 - Gli studenti possono organizzarsi liberamente e designare i loro rappresentanti al Consiglio d’Istituto, secondo i regolamenti che si sono dati nella loro assemblea e che siano stati approvati dal Consiglio stesso.

Art. 23 - Gli studenti che si fossero resi indegni, sul piano morale, di appartenere all’Istituto o avessero trasgredito gravemente le norme dello Statuto che li riguardano, saranno sottoposti alle relative sanzioni dal Preside su delibera del Consiglio d’Istituto. Le sanzioni previste sono, in relazione alla gravità progressiva della violazione: a) richiamo scritto; b) sospensione dalle lezioni fino ad un anno; c) non ammissione agli esami per una, due o tre sessioni consecutive; d) espulsione definitiva dall’Istituto.

Art. 24 – Gli studenti in possesso del Baccalaureato o della Licenza in Scienze Religiose, che volessero ottenere il riconoscimento degli studi compiuti e conseguire il Baccalaureato in Sacra Teologia, potranno essere ammessi dal Preside (Decano) di una Facoltà di Sacra Teologia, dopo attenta valutazione delle singole discipline del curriculum studiorum da parte del Consiglio della medesima Facoltà. Lo stesso Consiglio stabilirà e approverà per ogni candidato un apposito programma integrativo della durata di almeno due anni, con i relativi esami.

TITOLO V

Ordinamento degli studi

Art. 25 - L’Istituto prevede un curriculum di studi della durata di cinque anni, suddivisi in un primo Triennio istituzionale e in un successivo Biennio di specializzazione. Al termine del Triennio si consegue il Baccalaureato (Laurea) in Scienze Religiose, al termine del successivo Biennio si consegue la Licenza (Laurea magistrale) in Scienze Religiose.  Per il conseguimento del Baccalaureato, al termine del Triennio di studi, devono essere conseguiti 180 crediti ECTS. Per il conseguimento della Licenza, al termine del successivo Biennio di studi, devono essere conseguiti 120 crediti ECTS.

Art. 26 - Nel Triennio istituzionale vengono trattate tutte le fondamentali discipline teologiche e filosofiche, ai fini di una formazione istituzionale completa. Pertanto il programma degli studi nel triennio prevede le seguenti discipline: a) Storia della filosofia; b) Filosofia sistematica; c) Sacra Scrittura; d) Teologia fondamentale; e) Teologia dogmatica; f) Teologia morale; g) Teologia spirituale, h) Teologia liturgica; i) Patrologia e Storia della Chiesa; j) Diritto Canonico.

Art. 27 - Nel Biennio di specializzazione vengono approfondite alcune delle discipline teologiche di cui sopra e sono previste altre discipline proprie a ciascuno dei quattro indirizzi di specializzazione: quello didattico, quello pastorale-catechetico-liturgico, quello in  bioetica, quello in beni culturali.

Art. 28 - L’indirizzo didattico mira alla formazione dei candidati all’insegnamento della religione cattolica nei vari ordini e gradi della scuola, attraverso l’approfondimento di alcune discipline teologiche (teologia biblica, teologia dogmatica e sacramentaria speciali, bioetica, dottrina sociale della Chiesa, diritto matrimoniale, storia della chiesa locale), l’apprendimento delle moderne scienze della religione (sociologia della religione, fenomenologia storica della religione, filosofia della religione, teologia delle religioni), l’approfondimento di alcune discipline “professionalizzanti” sul piano didattico (psicologia dell’età evolutiva, didattica della religione, legislazione scolastica e IRC), nonché l’avvio ad un tirocinio pratico.

Art. 29 - L’indirizzo pastorale-catechetico-liturgico prevede, oltre l’approfondimento delle discipline teologiche enumerate nel precedente articolo, la trattazione di alcune discipline che preparano alle varie attività ministeriali laicali: teologia pastorale, pastorale familiare, pastorale vocazionale, i ministeri nella Chiesa, ministero del diaconato permanente, catechetica fondamentale, catechetica speciale, liturgia delle ore, liturgia dei sacramenti, teologia spirituale, spiritualità del laicato, spiritualità della famiglia. E’ previsto infine un adeguato tirocinio formativo sul campo delle varie attività pastorali.

Art.  30 - L’indirizzo in bioetica prevede, oltre alle discipline teologiche enumerate nell’articolo 26, lo studio della  bioetica intesa non semplicemente come applicazione dell’etica ai settori sempre più complessi della medicina, ma come scienza della vita che interroga il futuro dell’uomo nel mondo, con attenzione anche a settori come quello dell’etica ambientale. Il biennio affronta le tematiche in questione a partire dalla prospettiva dell’antropologia teologica, costantemente in dialogo con la  filosofia. Tra le discipline insegnate hanno forte rilievo i fondamenti epistemologici, la bioetica teologica e filosofica, la psicologia e bioetica clinica,  biodiritto ed economia, bioetica e medicina,   studio delle frontiere  della bioetica tra genetica e neuroscienza.

Art. 31 - L’indirizzo in beni culturali prevede, oltre alle discipline teologiche enumerate nell’articolo 26, l’acquisizione di competenze specialistiche capaci di comprendere il “bene culturale” primariamente quale “valore antropologico” e perciò anche “oggetto culturale”. A partire da questo sguardo globale vengono proposti in modo adeguato i diversi approcci: dallo studio alle azioni di tutela, dalla valorizzazione alla fruizione, dalla ricerca estetica all’attività artistica. A livello fondativo la storia e la critica dell’arte cristiana e l’iconografia vengono rapportate all’estetica filosofica e teologica per uno studio, in chiave antropologica e teologica, unitario dell’arte. Tali approcci di ricerca, da una parte vanno a qualificare le professionalità già operanti a vario titolo nel settore dei Beni Culturali, dall’altra preparano competenze specifiche per figure da inserire in settori nuovi della tutela, della promozione, della pastorale e del turismo storico-culturale nell’ambito dei Beni Culturali Ecclesiastici.

Art. 32 – Sono previsti infine alcuni corsi integrativi (lingua latina, lingua greca, seconda lingua straniera) per coloro che non li hanno seguiti nella scuola media superiore, e un certo numero di corsi complementari e opzionali, quali arte sacra, letteratura religiosa, lingua ebraica, greco neotestamentario. Gli studenti di un indirizzo possono scegliere, come corsi opzionali, anche corsi propri  di un altro indirizzo.

 

 

TITOLO VI

Gradi accademici

 

Art. 33 - Agli studenti ordinari, che abbiano completato il corso di studi, al termine dei cicli la Facoltà di S. Teologia della PUL, che ha il compito di vigilare attentamente sul livello accademico e sul rispetto della Normativa, conferisce: per il primo ciclo, il grado accademico di ‘Baccalaureato in Scienze religiose’;  per il secondo ciclo, il grado accademico di ‘Licenza in Scienze religiose’ con indicato l’indirizzo di specializzazione.  La Nota della CEI dell’8 giugno 2009 ha stabilito che la denominazione italiana dei titoli sia rispettivamente Laurea in scienze religiose e Laurea magistrale in scienze religiose". Agli studenti Straordinari che abbiano completato gli studi del corso triennale o quinquennale, l’ISSR conferisce un attestato. Agli studenti uditori e agli ospiti l’ISSR rilascia un attestato di frequenza e di esami eventualmente sostenuti.

Art. 34 – I requisiti per conseguire il Baccalaureato (Laurea) in Scienze Religiose sono di avere:

Art. 35 – I requisiti per conseguire la Licenza (Laurea magistrale) in Scienze Religiose sono di avere:

 

TITOLO VII

L’economia

Art. 36- L’Istituto, per espletare le proprie attività, si avvale delle tasse per diritti amministrativi versate dagli studenti all’Ente Arcidiocesi dell’Aquila, di eventuali contributi provenienti dagli Enti Locali e d’un contributo stabile erogato annualmente dall’Amministrazione Diocesana fino alla copertura delle spese, ivi compresa l’adeguata retribuzione dei docenti. Le attività dell’Istituto rientrano tra le attività istituzionali dell’Ente Arcidiocesi dell’Aquila (cfr. Legge 222/85, art. 16, comma primo); non sono quindi attività commerciali, ma vengono prestate gratuitamente agli studenti, che possono versare all’Ente Arcidiocesi dell’Aquila solo tasse annuali per diritti amministrativi.

Art. 37- Entro il 31 dicembre di ogni anno, il Consiglio di Istituto provvederà all’approvazione del bilancio consuntivo e di quello preventivo. Il bilancio dell’Istituto è comunque un capitolo del bilancio della stessa Amministrazione dell’Ente Arcidiocesi dell’Aquila.

Art. 38 - Per l’ordinato ed efficiente espletamento delle attività e dei compiti previsti dallo Statuto, è nominato, dal Moderatore, un Economo, affiancato da un Consiglio Economico, nonché un Segretario.

Art. 39 - Il Consiglio Economico è composto dal Preside, dall’Economo, dal Segretario e da un Docente dell’Istituto eletto dal Consiglio d’Istituto. Il Consiglio si riunisce almeno due volte all’anno in seduta ordinaria; in seduta straordinaria su richiesta di uno dei suoi membri, per la stesura e l’analisi dei bilanci consuntivo e preventivo, da presentare poi all’approvazione del Consiglio d’Istituto.

Art. 40– L’Economo rimane in carica per un quadriennio e può ottenere più mandati, cura la gestione finanziaria, redige il bilancio, emette gli ordinativi di spesa sulla base del bilancio preventivo, cura i rapporti con gli Enti locali e gli Enti pubblici in genere, per eventuali finanziamenti e per gli aspetti di sua competenza. A lui è demandata, d’intesa col Preside, l’organizzazione amministrativa dell’Istituto e dei servizi connessi (servizi finanziari, stato giuridico del personale), nonché la proposta di eventuali variazioni statutarie e regolamentari riguardanti il settore a lui affidato.

Art. 41 – L’ISSR dell’Aquila, al fine di sostenere e favorire l’attività di studio, ricerca, formazione sia degli Studenti, sia dei Docenti, si avvale della connessa Biblioteca “ Card. Carlo Confalonieri” e di una rivista scientifica nella quale i membri del comitato scientifico e direttivo sono i membri del Consiglio di Istituto e il Direttore della rivista è un docente stabile dell’ISSR.

 

 

TITOLO VIII

Regolamento e Approvazione

 

Art. 42 - Il presente Statuto è accompagnato dal Regolamento di applicazione.

Art. 43 - Il presente Statuto è stato esaminato e approvato dagli organi competenti dell’Istituto e viene sottoposto alla definitiva approvazione della Facoltà di S. Teologia della PUL e della Congregazione per l’Educazione Cattolica.

Art. 44 – Eventuali modifiche al presente Statuto possono essere proposte; tuttavia per la validità devono essere sottoposte tramite la Facoltà di S. Teologia della PUL al Gran Cancelliere per l’invio alla Congregazione per l’Educazione Cattolica per la debita approvazione. La Congregazione per l’Educazione Cattolica ha potere di deliberare lo scioglimento dell'ISSR.

Art. 45 – Per i casi dubbi e per quelli non contemplati dal presente Statuto, si seguono le indicazioni del Regolamento dell’ISSR, le decisioni di volta in volta adottate dai competenti organi di governo dell’ISSR e, in ultima istanza, le norme del Diritto canonico universale e particolare.

Art. 46 – L’entrata in vigore del presente Statuto decreta anche l’abrogazione del precedente Statuto dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose ‘Fides et Ratio’ di L’Aquila.

 

 

Il Preside
Prof. Daniele Pinton

Il Moderatore
Mons. GiuseppePetrocchi

L’Aquila, 19 giugno 2017

 

Dipartimento di Lingue

Il Dipartimento di Lingue straniere dell’Istituto è articolato in diversi indirizzi che, a parità di apprendimento linguistico, presentano specifici contesti di approfondimento, destinati a fornire una preparazione differenziata in diversi ambiti: letteratura, settore politico-internazionale, culture moderne.

Tale preparazione formerà studenti capaci di inserirsi in settori diversi del mercato del lavoro nazionale ed europeo in cui siano richieste competenze e abilità utilizzabili nell’ambito dell’impresa pubblica e privata, nella gestione e valorizzazione dei beni culturali e nelle attività di formazione a tutti i livelli.

I corsi di Lingua straniera dell’Istituto, nell’ambito degli obiettivi enunciati, permette una preparazione differenziata per ambiti professionali diversificati. Il percorso didattico prevede l’acquisizione delle seguenti conoscenze:

  • la padronanza scritta e orale di due lingue straniere, di cui almeno una dell’Unione Europea e di una eventuale discreta competenza scritta e orale in una terza lingua;
  • la conoscenza del patrimonio culturale delle civiltà contemporanee;
  • la conoscenza delle articolazioni culturali delle nazioni (giornali, televisione, cinema, spettacolo, arti, editoria, mezzi di comunicazione di massa);
  • la conoscenza delle tematiche del multiculturalismo, del postcolonialismo, delle culture della differenza, delle politiche, della storia e delle relazioni internazionali.

 

DESCRIZIONE DEI CORSI ATTIVI IN QUESTO ANNO ACCADEMICO

CI01 Lingua italiana per stranieri  [6 ECTS]

Lettura autentica, lettura morfosintattica e semantica, produzione libera scritta, produzione libera orale, ricostruzione di conversazione, puzzle linguistico, drammatizzazione, ascolto autentico, ascolto analitico morfosintattico e semantico, esercitazioni grammaticali di rinforzo.

Bibliografia

P. Catizone, C. Humphris, L. Micarelli,Volare: corso di italiano (1, 2, 3:livello iniziale, intermedio ed avanzato),Alpha e Beta, Merano1997; G. Iacovoni, N. Persinai, B. Fiorentino,Gramm.it for English speakers : italian grammar complete with exercises and authentic texts, Bonacci,Formello 2010.

Laura Berardi

 

CI02 Lingua latina     [3 ECTS]

Descrizione

Il corso si propone come una fase propedeutica di approccio alle lingue classiche, colte nella loro genesi, nel loro sviluppo, e nella loro diffusione, ivi compreso il loro utilizzo, con particolare attenzione al valore eterno della lingua di Roma come veicolo di trasmissione della cultura cristiana e della fede.

Programma del corso:

Introduzione generale all’alfabeto latino ed alla genesi della lingua di Roma. La lettura e le possibili pronunce della lingua latina. Il principio della quantità e le regole dell’accento. Le cinque declinazioni. Le quattro coniugazioni attive, passive e deponenti. I verbi semideponenti. Aggettivi di prima e seconda classe. Comparativi e superlativi regolari ed irregolari. Il sistema pronominale. L’avverbio ed i suoi comparativi. I verbi anomali e difettivi. Cenni sulla struttura del periodo latino. Le proposizioni dichiarative e le proposizioni finali. Lessico e paradigmi. Il latino lingua della Chiesa. Lettura, analisi e traduzione di alcune favole di Fedro e di alcuni passi scelti del De Bello Gallico di Cesare. Lettura, analisi e traduzione di alcuni brani dei Vangeli sinottici concordati durante il corso. Lettura ed analisi di passi scelti dell’Enciclica Spe salvi di Benedetto XVI

Bibliografia

A. Cesareo, Vertendo legimus, Casa Editrice Pagine, Roma 2003; dispense del docente. Benedetto XVI, Spe salvi, qualunque edizione integrale in lingua latina. Si consiglia, inoltre, l’utilizzo di un qualunque manuale di morfologia latina tra quelli in uso nei ginnasi, così come per il dizionario.

Per ulteriori approfondimenti relativi ad esempi di prosa latina ed alle tecniche informatiche utilizzate nell’ambito delle lingue classiche, si consiglia anche: Seneca, De brevitate vitae, a cura di A. Cesareo, Morlacchi Editore, Perugia 2008.

 Alessandro Cesareo

 

CI03 Lingua greca   [3 ECTS]

Descrizione

Il corso si propone come una fase propedeutica di approccio alle lingue classiche, e del greco della koinè in particolare, con attenzione per la sua genesi, il suo sviluppo, la sua diffusione ed il suo specifico utilizzo nell’ambito del significativo processo di trasmissione dei testi sacri, della cultura cristiana e della fede. 

Programma del corso:

Introduzione generale all’alfabeto greco ed al dialetto attico. Genesi, significato e funzione della koiné. Lettura dei vocaboli greci. Classificazione delle consonanti. Gli accenti della lingua greca e le regole che li caratterizzano. Gli spiriti. Apofonia, metatesi, contrazione, crasi. L’articolo. Le tre declinazioni. La prima e la seconda classe degli aggettivi. Le due forme di comparazione degli aggettivi. Comparativi e superlativi irregolari. Comparativi e superlativi degli avverbi. Il sistema dei pronomi. Presente indicativo, congiuntivo ed ottativo (attivo e medio-passivo) dei verbi in omega. Il participio presente e le sue funzioni. Lessico. Eventuale lettura, analisi e traduzione di alcune favole di Esopo. Eventuale lettura, analisi e traduzione di alcuni brani dei Vangeli sinottici concordati durante il corso.

Bibliografia

A. Cesareo, Tà Ellenikà gràfein, Casa Editrice Pagine, Roma 2004; dispense del docente. Si consiglia, inoltre, l’utilizzo di un qualunque manuale di morfologia greca tra quelli in uso nei ginnasi, così come per il dizionario.

Alessandro Cesareo

 

CL01 Inglese 1  [6 ECTS]

Descrizione

Il corso di lingua inglese prevede che lo studente possa raggiungere gli obiettivi previsti per il livello A2 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue. Al termine del corso lo studente avrà acquisito tali competenze dalle quattro abilità linguistiche previste: abilità  ricettive  come,  ascoltare e parlare, Listening.   Speaking, lingua parlata livello base. Per ciò che concerne le abilità produttive Reading: lettura di semplici brani e Writing breve descrizione  o di se stessi o di un luogo o di una cartolina.

MODALITÀ DI SVOLGIMENTO DELL’ESAME: La prova scritta è propedeutica alla prova orale ed occorre superarla per accedere alla prova orale. La prova scritta consisterà in esercizi di comprensione di grammatica e lessico di diversi tipi es: esercizi riempitivi, griglie, inserimento di termini in spazi vuoti e comprensione di un semplice testo. L’uso del dizionario è ammesso durante la prova d’esame. Gli studenti che spereranno la prova scritta, potranno presentarsi all’orale, che consisterà in una conversazione inerente gli argomenti studiati es: presentare se stessi, descrivere la propria città o famiglia, parlare di un amico e immaginare d’ invitarlo a cena o al cinema. Lo studente a tal proposito si rifarà ai dialoghi presenti nel testo di studio o alle fotocopie somministrate dal docente.

Bibliografia

New Grammar Spectrum 3° edizione – Oxford-. High Spirit 1 Student’s book & Workbook . Per la lettura: “The Secret Garden” Frances Hodgson Burnett -  Euro Pass.

Sara Paolino

 

CL02  Spagnolo 1 [6 ECTS]

Descrizione

Il corso di lingua spagnola si propone di far raggiungere allo studente un livello di conoscenza della lingua spagnola equiparabile al livello A2 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue. Alla fine del corso, pertanto, lo studente avrà conseguito le seguenti competenze: comprensione orale: essere in grado di comprendere i punti essenziali di messaggi chiari in lingua standard su argomenti familiari che riguardano la scuola, il tempo libero, il lavoro, ecc. Comprensione scritta: capire discorsi di una certa lunghezza su argomenti relativamente noti. Produzione orale: comunicare con disinvoltura in situazioni che si possono presentare viaggiando in una regione o paese dove si parla la lingua spagnola. È in grado di descrivere esperienze e avvenimenti, sogni, speranze, ambizioni, di esporre brevementeragioni e dare spiegazioni su opinioni e progetti.Produzione scritta: essere in grado di produrre un testo semplice relativo ad argomenti che siano familiari o di interesse personale.

MODALITA’ DI SVOLGIMENTO ESAME: La prova scritta è propedeutica alla prova orale e il suo superamento è condizione indispensabile per poter essere ammessi alla prova orale. La prova scritta consisterà in esercizi di comprensione di grammatica e lessico di diversi tipi (riempimento di frasi o piccoli testi con spazi vuoti), di una breve composizione. L’uso del dizionario è ammesso durante le prove d’esame. Gli studenti che l’abbiano superata, possono presentarsi all’orale, che consisterà in conversazione sull’argomento di un libro Manuela (di Eva García y Flavia Puppo), Edinumen, Madrid, 2006, così come di una piccola presentazione da parte dello studente di se stesso. 

Bibliografia

Come complemento indispensabile per le lezioni lo studente dovrá usare i Manuali: Prisma. Comienza Método de español para extranjeros. (Libro del Alumno; Prisma de Ejercicios), ed. Edinumen, Madrid, 2007. Altri materiali che possono essere utili per il corso: M. Carrera Díaz, Grammatica Spagnola, Roma-Bari, Laterza, 2006. Laura Tam, Grande dizionario di spagnolo, Hoepli, 2004. Real Academia Española, Diccionario de la lengua española, XXII ed., disponibile on-line al sito: http://www.rae.es.

Magdalena Leon Gomez

CL03 Francese 1 [6 ECTS]

Descrizione

Il corso di lingua francese, si propone di far raggiungere allo studente un livello di conoscenza della lingua francese equiparabile al livello A1 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue. Alla fine del corso, pertanto, lo studente avrà conseguito le seguenti competenze: comprensione orale: essere in grado di comprendere i punti essenziali di messaggi chiari in lingua standard su argomenti familiari che riguardano la scuola, il tempo libero, il lavoro, ecc.; comprensione scritta: capire brevi messaggi, decifrare annunci sui giornali, cartelloni informativi o pubblicitari, decifrare i titoli delle notizie su cataloghi, quotidiani e riviste; produzione orale: comunicare in situazioni standard tipo viaggio, acquisti, richiesta di informazioni, orientamento spazio-temporale; essere capaci di descrivere luoghi e persone, esprimere bisogni concreti e vitali; produzione scritta: essere in grado di produrre un testo semplice relativo ad argomenti che siano familiari o di interesse personale (una mail, un bigliettino di auguri, una comunicazione breve).

MODALITA’ DI SVOLGIMENTO ESAME. L’esame consiste in una prova scritta suddivisa in verifiche di competenze diverse: grammatica e lessico: la prova scritta consisterà in esercizi di comprensione di grammatica e lessico di diverso tipo (esercizi a buchi e a scelta multipla); ascolto e comprensione orale di un breve documento sonoro; lettura e comprensione di un breve documento scritto.

Bibliografia

Alter Ego 1, Hachette (un manuale consistente in 2 voll. Libro dell’alunno e eserciziario completo di CD), 2008; fotocopie fornite dall’insegnate.

Ornella Calvarese

 

CL04 Tedesco 1   [6 ECTS]

Descrizione

CL06 Arabo   1 [6 ECTS]

Descrizione

Il programma annuale è suddiviso in tre parti:

1. Preliminari (prime 2 settimane):
• Alfabeto
• Esercizi (comporre e leggere singoli vocaboli).

2. Primo semestre:
• Grammatica e esercizi (verbi, morfologia e sintassi)
• Lettura e comprensione
• Laboratorio (fonetico)
• Dettato e conversazione.

3. Secondo semestre:
• Grammatica e esercizi (verbi, morfologia e sintassi)
• Laboratorio (fonetico e audiovisivo) 
• Dettato e conversazione
• Testi (letterari, islamici e cristiani).


Bibliografia

Sarà indicata dal docente durante il corso.

Gamal Bouchaib

Corso di Lingua e Letteratura Araba

Grazie all'Islam la lingua araba ha potuto arrivare fino a noi: il Corano, libro sacro dei musulmani è scritto in arabo. Questa lingua, all'origine, era solo uno dei tanti dialetti semitici dellapenisola arabica.Le lingue semitiche tipo l'arabo, l'ebraico, l'amarico ( lingua ufficiale dell'Etiopia ) ecc . . . erano le lingue delle grandi civiltà dell'umanità: assira-babilonese, fenicia, islamica ecc . . .


Oggi la lingua araba, parlata da più di 200 milioni di persone, si colloca al sesto posto nel mondo, prima del francese e del tedesco ed è una delle lingue ufficiali delle Nazioni Unite. Molte lingue non semitiche, in passato, hanno usato la scrittura araba, è il caso del persiano, del turco, del maltese e del wolof in Africa. Ancora oggi, il persiano ed altre lingue indoeuropee, usano i caratteri arabi per la loro scrittura.

La lingua araba ha la particolarità di essere molto ricca di consonanti e povera di vocali. Queste vocali, le stesse dell'italiano, vengono pronunciate in modo attenuato e talvolta il nostro orecchio fa fatica a distinguerle. Delle 28 lettere ben 17 hanno un suono assolutamente diverso rispetto all'alfabeto italiano. Con le consonanti di questa lingua si può produrre qualsiasi suono che la gola umana possa emettere, per questo, l'arabo è considerato una delle lingue più ricche anche da questo punto di vista.

L'arabo grazie alla lettura del Corano, sempre identica nei secoli, ha conservato intatta questa ricchezza di suoni evitando l'usura fonetica subite generalmente dalle altre lingue nel corso della loro evoluzione.

E' unascrittura alfabetica  composta da 28 lettere, possiede solo tre vocali che sono: a, i, u, simili a quelle della lingua italiana. Le vocali brevi non si scrivono.

L'arabo si scrive e si legge da destra a sinistra, quindi per leggere un libro scritto in arabo bisogna iniziare dall'ultima pagina. La scrittura è solo corsiva, cioè le lettere, quasi sempre, sono attaccate una all'altra.

La scrittura appare quindi una sorta di stenografia e bisogna intuire la pronuncia delle parole a partire dalle sue consonanti, per esempio MNZL (casa). Per rendere meno difficile la lettura si usa "vocalizzare" le consonanti con dei piccoli segni posti sopra o sotto le stesse. La forma delle lettere varia leggermente secondo la loro posizione: all'inizio, nel mezzo o alla fine della parola. La scrittura è stata molto usata come elemento decorativo nelle opere d'arte poiché il Corano ha condannato la riproduzione di esseri animati per evitare l'idolatria.


La grammatica araba, a differenza della fonetica o della scrittura ha molti punti in comune con quella italiana. Esistono in arabo due generi, maschile e femminile, la concordanza dell'oggettivo con il nome, l'esistenza delle preposizioni, dell'articolo, la coniugazione dei verbi ecc ... Molte sono tuttavia le differenze: ci sono tre numeri, singolare, plurale, duale, quest'ultimo si usa se sono presenti due soggetti. I plurali dei nomi si formano in modo spesso irregolare come talvolta nella lingua inglese. Il verbo è situato davanti al soggetto. I verbi hanno una serie di forme derivate che esprimono il passivo, il riflessivo ecc . . . L'aggettivo si mette sempre dopo il nome. I pronomi personali complimenti si legano alla fine del verbo.

Il nostro Programma di questo corso si svolgerà in questa direzione didattica:

1.2.1 Vocali brevi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 1

1.2.2 Vocali lunghe . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 2

1.3 Segni ortografici particolari . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 2

1.3.1 hamza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 2

1.3.2 -alif . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3

1.3.3 t_a- marb_uta . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3

1.3.4 _sadda . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4

1.3.5 suk_un . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4

1.4 Lettere solari e lettere lunari . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4

1.5 Pronuncia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5

1.6 Numeri . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 7

1.6.1 Numeri cardinali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 7

1.6.2 Numeri ordinali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 7

1.7 Segni di interpunzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8

2 Formazione delle parole 9

2.1 Radici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 9

2.1.1 Formuletta veloce . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 10

2.1.2 Formula completa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 10

2.2 Casi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 11

2.3 Articolo determinativo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 12

2.4 Articoli indeterminativi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 13

2.5 Genere dei sostantivi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 13

2.6 Plurale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 14

2.6.1 Plurale regolare . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 14

2.6.2 Plurale irregolare . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 14

2.7 Duale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 15

2.8 Aggettivi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 15

2.8.1 Aggettivi qualitativi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 15

2.8.2 Aggettivi di colore . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 16

2.8.3 Aggettivi derivati . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 16

2.9 Stato Costrutto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 16

2.9.1 Annessione logica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 17

2.10 Complemento vocativo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 17

2.11 Pronomi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 18

2.11.1 Pronomi personali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 18

i

ii Indice

2.11.2 Pronomi personali su_ssi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 18

2.11.3 Pronomi dimostrativi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 19

3 Formazione delle frasi 21

3.1 Frase nominale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 21

3.1.1 Costruzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 21

3.1.2 Negazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 22

3.2 Frase verbale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 23

4 Verbi 25

4.1 Verbi regolari (1_ Forma) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 25

4.2 Verbi derivati . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 27

4.2.1 2_ Forma . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 27

4.2.2 3_ Forma . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 27

4.2.3 4_ Forma . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 28

4.2.4 5_ Forma . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 28

4.2.5 6_ Forma . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 28

4.2.6 7_ Forma . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 28

4.2.7 8_ Forma . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 29

4.2.8 9_ Forma . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 29

4.2.9 10_ Forma . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 29

4.3 Verbo \avere" . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 29

5 Avverbi e particelle 31

5.1 Particelle coordinative . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 31

5.2 Particelle che reggono l'accusativo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 32

5.3 Particelle che reggono il genitivo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 32

5.4 Pronomi e avverbi interrogativi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 32

5.5 Moto e stato in luogo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 32

5.6 Particelle eccettuative . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 32

5.7 Avverbi di luogo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 33

5.8 Avverbi di tempo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 33

A Schemi riassuntivi 35

B Dialetti Arabi 37

B.1 Dialetto Marocchino . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 38

C Trascrizione nomi stranieri in Arabo 39

Sponsor

 Episcan 2013 piccolo  

Il Catalogo dei Libri

CLICCA QUI PER ACCEDERE AL CATALOGO ONLINE

Il catalogo della biblioteca arcivescovile “Cardinale Carlo Confalonieri” di L’Aquila è consultabile online attraverso il servizio PBE - Polo Biblioteche Ecclesiastiche.
Per accedere ai volumi della biblioteca dell'Aquila seguire i seguenti passi:

 

1. Dalla home page del servizio PBE, selezionare la tipologia di ricerca 'Ricerca Semplice'

 

ricerca-semplice

2. Dalla schermata successiva, nel campo 'Digita una parola o una frase', inserire la chiave di ricerca desiderata; cliccare quindi la voce 'Mostra le opzioni di ricerca', che permette di visualizzare i possibili criteri di ricerca

step-2

 

3. A questo punto, dalla tendina Biblioteca, scegliere '[PBE 01] biblioteca arcivescovile Cardinal Carlo Confalonieri - L'Aquila'. In questo modo la vostra ricerca avverrà all'interno del catalogo della biblioteca dell'Aquila.

step-3

 

Sottocategorie